Risarcimento da incidente mortale: perdita di un familiare. Il danno tanatologico. 2° parte

In questa seconda parte si intende offrire un taglio più pratico alla delicata questione del danno parentale -tanatologico. L’auspicio è quello di inquadrare, sinteticamente, gli orientamenti più recenti della Giursprudenza di legittimità.
Nonostante sia già stato accennato nel precedente articolo, anche in questa sede è doveroso ribadire che le Sezioni Unite del 2008 hanno stabilito che il danno non patrimoniale di cui all’art. 2059 del c.c. è una categoria unica e che, quindi, il riferimento a determinati tipi di pregiudizio, in vario modo denominati (danno morale, biologico, danno da perdita del rapporto parentale), risponde ad esigenze meramente descrittive, ma non implica il riconoscimento di distinte categorie di danno.
E’ compito del Giudice accertare l’effettiva consistenza del pregiudizio, a prescindere dal nome attribuitogli, e provvedendo alla sua integrale riparazione.

Il danno non patrimoniale verrà risarcito solo in certe ipotesi:

1)se previsto espressamente dalla legge (come nell’ipotesi di danno derivante da reato ex art. 185 c.p.;
2) in caso di lesione di diritti INVIOLABILI dell’individuo e tutelati dalla Costituzione;

Per aversi danno non patrimoniale risarcibile ex art. 2059 c.c. dovranno sussistere:

a) la condotta;
b) nesso causale tra la condotta e l’evento;

c) danno come conseguenza dell’evento;

Insomma, non vale invocare diritti del tutto immaginari, come il diritto alla qualità della vita, al benessere, alla serenità, postulandone la risarcibilità ex art. 2059 del codice civile! Al di fuori dei casi espressamente previsti per legge, solo la lesione di un diritto INVIOLABILE della persona concretamente individuato è fonte di responsabilità risarcitoria non patrimoniale.
Giusto per fare un esempio, nel caso di un incidente stradale in cui, incolpevolmente, perde la vita un uomo (tragica conseguenza dell’imprudenza ed imperizia del conducente dell’auto che ha provocato il sinistro), non si obietta in ordine all’applicabilità dell’art. 2059 c.c., poichè si è in presenza di un comportamento illecito che integra una fattispecie di reato, quindi, in tale ipotesi, la risarcibilità del danno sofferto dai parenti è riconosciuta da una disposizione di legge , l’art. 185 del c.p..

Diverso è il discorso in tema di danno cd. “TANATOLOGICO”, ossia dei gravissimi danni sofferti da congiunto a causa della morte. La Giurisprudenza, infatti, ha sempre negato in caso di morte immediata o quasi immediata, il riconoscimento di una tutela risarcitoria alla vittima, che possa poi trasferirsi, iure hereditatis, in capo ai prossimi congiunti.
Tuttavia, con la sentenza SS.UU. n. 26972 del 2008, la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che nel caso di morte quasi istantanea della vittima, sussisterà un diritto al risarcimento del solo danno morale patito da quest’ultima, in quanto, dato il breve lasso di tempo intercorrente tra il verificarsi dell’evento lesivo e la morte, detta sofferenza non può degenerare in patologia e , quindi, non può dar luogo a danno biologico.

N.B.:
La Corte ha stabilito che è necessario che la vittima abbia mantenuto la lucidità per tutto il tempo intercorrente tra l’evento lesivo e la morte, ovvero, che la vittima abbia percepito e vissuto l’agonia, in attesa dell’inevitabile fine.
Insomma, è stata riconosciuta la trasmissione agli eredi del diritto al risarcimento del danno morale effettivamente patito dalla vittima dell’evento catastrofico!

A tal riguardo si consiglia la lettura delle seguenti sentenze della Corte di Cassazioni, capaci di offrire un autentico quadro evolutivo della materia:

– SS.UU. sent. 11 novembre 2008 n. 26972;
– Cassazione Civile, sez. III, sent. 22 marzo 2007, n. 6946;
– Cassazione Civile, sez. III, sent. 31 maggio 2005, n.11601;
– Cassazione Civile, sez. III, sent. 1 dicembre 2003 n. 18305;
– Cassazione Civile sez. III, sent. 19 febbraio 2007, n. 3760;
– Cassazione Civile, sez. III, sent. 9 marzo 2004, n. 4754;
– Cassazione Civile, sez. III, sent. 23 febbraio 2004, n. 3549;
– Cassazione Civile, sez. III, sent. 31 maggio 2003 n. 8828;

Risarcimento da incidente mortale: perdita di un familiare. Il danno tanatologico. 1° parte

Quantificare una vita è senz’altro uno degli aspetti più sgradevoli di questo mestiere; saperlo fare correttamente, però, è un assoluto dovere per chi opera in questo settore.
Le Sezioni Unite del novembre 2008 (cd. Sentenze gemelle), non hanno modificato il previgente sistema risarcitorio del danno da morte, seppur riducendo formalmente a due le voci di danno risarcibili: danno non patrimoniale iure hereditatis e danno non patrimoniale iure proprio.
Una valutazione onnicomprensiva che soddisfi l’erede di tutti i pregiudizi connessi alla perdita del prossimo congiunto appare il punto di arrivo al quale ha inteso approdare la giurisprudenza più recente.
Tuttavia, la predetta riduzione delle voci di danno non deve essere intesa quale diminuzione degli importi dovuti a titolo di risarcimento; difatti, possiamo affermare con fiducia che esistono ancora rindondanti sottovoci di danno (biologico, morale soggettivo, esistenziale, danno da perdita del rapporto parentale..), refluite nell’unico contenitore del cd. danno non patrimoniale.

Il risarcimento diretto: cos’è e come funziona

Dal 1° febbraio 2007 (a distanza di poco più di un anno dall’entrata in vigore del Codice delle Assicurazioni private) è divenuta effettiva la cd. Procedura di Risarcimento diretto dei danni derivanti da incidente stradale tra due veicoli a motore assicurati per la responsabilità civile.
Questo importante cambiamento ha comportato delle autentiche e significative modifiche al tradizionale sistema di liquidazione, al punto da rendere dovorosa, in questa sede, una spiegazione dei casi in cui ora si procede direttamente nei confronti della propria Compagnia di Assicurazione per ottenere il risarcimento dei danni patiti.
Ed invero, secondo quanto disposto dal d.lgs. 209/05, “in caso di sinistro tra due veicoli a motore identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria, dal quale siano derivati danni ai veicoli coinvolti o ai loro conducenti, i danneggiati devono rivolgere la richiesta di risarcimento all’impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato”.
La procedura di risarcimento diretto riguarda i danni al veicolo nonché i danni alle cose trasportate di proprietà dell’assicurato o del conducente. Essa si applica anche al danno alla persona subito dal conducente non responsabile se risulta contenuto nel limite previsto dall’articolo 139 (danni micropermanenti, ricompresi nella speciale tabella per lesioni da 1 a 9% di Invalidità Permanente sorta a seguito della legge n. 57 del 2001).

*La Procedura del Risarcimento diretto non si applica:

1) ai sinistri che coinvolgono veicoli immatricolati all’estero;
2) al risarcimento del danno subito dal terzo trasportato come disciplinato dall’articolo 141 d.lgs 209/05;
3) ai sinistri che vedono coinvolti più di due veicoli;
4) ai sinistri che vedono coinvolto un ciclomotore che non sia munito della cosiddetta nuova targa (D.P.R. 6 marzo 2006 n. 153);
5) ai sinistri in cui il conducente abbia subito lesioni macropermanenti;cioè superiori al 9% di Invalidità permanente;
6) ai sinistri che siano conseguenza di mera turbativa;cioè quando i mezzi non sono entrati in contatto tra loro;
7) ai sinistri che vedono coinvolte macchine agricole;

Tutto ciò premesso, occorre sottolineare che l’art. 149 comma 6° del Codice delle Assicurazioni Private recita testualmente:
In caso di comunicazione dei motivi che impediscono il risarcimento diretto ovvero nel caso di mancata comunicazione di offerta o di diniego di offerta entro i termini previsti dall’articolo 148 o di mancato accordo, il danneggiato può proporre l’azione diretta di cui all’articolo 145, comma 2, nei soli confronti della propria impresa di assicurazione.” Tale ultima disposizione normativa è stata oggetto di una recente rivisitazione giurisprudenziale, grazie alla sentenza interpretativa di rigetto n. 180/2009 pronunciata dalla Corte Costituzionale. In quella sede, i Giudici costituzionali hanno voluto garantire alla persona del danneggiato la possibilità di agire direttamente in giudizio non solo nei confronti della propria Compagnia di Assicurazione, ma, qualora lo ritenesse più opportuno, anche nei confronti del Responsabile civile e dell’Assicuratore di quest’ultimo.

Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada: la richiesta di risarcimento

Nel caso in cui il sinistro sia causato da veicoli non identificati, la richiesta di risarcimento danni va inoltrata direttamente all’Impresa Designata competente per territorio ( Marche e Puglia: Allianz S.p.A.; Lazio, Basilicata e Calabria: INA Assitalia S.p.A.; Veneto, Friuli-VeneziaGiulia, Campania e Lombardia:Assicurazioni Generali S.p.A.; Toscana, Trentino-AltoAdige, Emilia-Romagna, Repubblica di San Marino, Abruzzo, Molise e Sicilia: Fondiaria – SAI S.p.A.; Piemonte e Valle d’Aosta: Società Reale Mutua di Assicurazioni; Umbria: Sara Ass.ni; Liguria e Sardegna: Alleanza Toro Ass.ni S.p.A.; ) e alla Consap S.p.A. nella qualità di gestore del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
Sarà l’Impresa Designata a provvedere, qualora sussistano i presupposti, ad erogare l’indennizzo al danneggiato.
N.B.: L’azione per il risarcimento del danno deve essere esercitata esclusivamente nei confronti dell’Impresa Designata.

Nel caso in cui il sinistro sia causato da veicoli non assicurati, la richiesta di risarcimento danni va inoltrata direttamente all’Impresa Designata competente per territorio (vedi sopra) e alla Consap s.p.a. nella qualità di gestore del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
L’Impresa Designata provvede, ove sussistano i presupposti, ad erogare l’indennizzo al danneggiato.
N.B.: L’azione per il risarcimento del danno deve essere esercitata esclusivamente nei confronti dell’Impresa Designata.

Nel caso in cui il sinistro sia causato da veicoli assicurati con Imprese poste successivamente in liquidazione coatta amministrativa, si distinguono tre procedure:

1) Liquidazione dei danni a cura dell’Impresa Designata (art. 286 del Codice delle Assicurazioni Private):

– sinistri causati da veicoli o natanti assicurati con imprese che al momento del sinistro si trovino in stato di liquidazione coatta amministrativa o vi vengano poste successivamente ( tali imprese sono: Progress
Assicurazioni S.p.A.; Titano ass.ni; Sia Suditalia; Eurass; Sicania; San Marino; Leonardo Da Vinci; Themis S.A.; Columbia S.p.A.; Centrale S.p.A.; Integratrice S.p.A.;)
, i cui Commissari Liquidatori non siano stati autorizzati anche per conto del Fondo di Garanzia per le vittime della Strada, ai sensi dell’art. 293 del D.lgs. n. 209 del 07.09.2005, alla liquidazione dei danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, ovvero non si sia proceduto al trasferimento del portafoglio delle imprese in l.c.a. ad Imprese Cessionarie: la richiesta di risarcimento deve essere inoltrata direttamente all’Impresa Designata competente per territorio (vedi l’elenco sopra riportato suddiviso per regione) che provvede, ove ne ricorrano i presupposti, ad erogare l’indennizzo al danneggiato; l’eventuale azione giudiziaria deve essere esercitata nei confronti dell’Impresa Designata competente per territorio. Nel giudizio deve essere convenuto anche il Commissario Liquidatore.

2) Liquidazione dei danni a cura del Commissario Liquidatore dell’Impresa in liquidazione coatta (art. 293 del Codice delle Assicurazioni Private):

– sinistri causati da veicoli o natanti assicurati con imprese che al momento del sinistro si trovino in stato di liquidazione coatta amministrativa o vi vengano poste successivamente (tra le tante ricordiamo: La Secura Assipopolare S.p.A. per i sinistri dopo il 21.7.1977; La Concordia S.p.A.; La Peninsulare S.p.A.; Lloyd Nazionale S.p.A.; Tirrena S.p.A.; Rhone Mediterranee S.p.A.; Nordest S.p.A.; etc…), i cui Commissari Liquidatori siano stati autorizzati, anche per conto del Fondo di Garanzia per le vittime della Strada, ai sensi dell’art. 293 del D.lgs. n. 209 del 07.09.2005, alla liquidazione dei danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti: la richiesta di risarcimento deve essere inoltrata direttamente nei confronti del Commissario Liquidatore. L’eventuale azione giudiziaria deve essere esercitata nei confronti della Procedura. Per conoscere le Compagnie autorizzate a liquidare i sinistri e gli indirizzi del Commissario liquidatore, si consiglia la consultazione del sito www.consap.it.

3) Liquidazione dei danni a cura dell’Impresa Cessionaria (Legge n. 738 del 24.11.1978):

– sinistri causati da assicurati con polizze di Imprese il cui portafoglio r.c. auto è stato trasferito ad altra Compagnia: la richiesta di risarcimento deve essere inoltrata direttamente alle Imprese Cessionarie, nei confronti delle quali va anche esercitata l’eventuale azione giudiziaria. Nel giudizio deve essere convenuto anche il Commissario Liquidatore; per conoscere le Compagnie, si consiglia nuovamente la consultazione del sito www.consap.it.

Nel caso in cui il sinistro sia stato causato da veicoli posti in circolazione contro la volontà del proprietario.

La richiesta di risarcimento danni va inoltrata direttamente all’Impresa Designata competente per territorio e alla Consap s.p.a. nella qualità di gestore del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
L’Impresa Designata provvede, ove ne ricorrano i presupposti, ad erogare l’indennizzo al danneggiato.
L’azione per il risarcimento del danno deve essere esercitata esclusivamente nei confronti dell’Impresa Designata.

Nel caso di sinistri causati da veicoli spediti nel territorio della Repubblica Italiana da un altro Stato dello Spazio Economico Europeo (Paesi della UE + Islanda, Norvegia e Lichtenstein) avvenuti nel periodo intercorrente dalla data di accettazione della consegna del veicolo e lo scadere del termine di 30 giorni.
La richiesta di risarcimento danni va inoltrata direttamente all’Impresa Designata competente per territorio e alla Consap s.p.a. nella qualità di gestore del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
L’Impresa Designata provvede, ove ne ricorrano i presupposti, ad erogare l’indennizzo al danneggiato.
L’azione per il risarcimento del danno deve essere esercitata esclusivamente nei confronti dell’Impresa Designata.

Nel caso di sinistri causati da veicoli esteri con targa non corrispondente o non più corrispondente allo stesso veicolo.

La richiesta di risarcimento danni va inoltrata direttamente all’Impresa Designata competente per territorio e alla Consap s.p.a. nella qualità di gestore del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
L’Impresa Designata provvede, ove ne ricorrano i presupposti, ad erogare l’indennizzo al danneggiato.
L’azione per il risarcimento del danno deve essere esercitata esclusivamente nei confronti dell’Impresa Designata;

MODULI

Ho subito un incidente, ma la mia controparte è scappata…otterrò comunque il risarcimento dei danni?

Quando si resta coinvolti in un sinistro stradale, la prima cosa che si deve fare con la controparte è lo scambio reciproco dei dati (nome, cognome, numero di targa, Compagnia di assicurazione, numero di polizza etc..) attraverso la redazione del modello di constatazione amichevole o, nel caso in cui non ci sia incontro di vedute sulle modalità della dinamica, è sempre bene chiedere l’intervento delle Autorità di P.S., le quali provvederanno a recuperare tutti i dati necessari.
Se si sceglie di agire come consigliato in quest’ultima ipotesi, è sempre buona abitudine annotarsi subito il modello di auto della controparte, nonchè il suo numero di targa. La ragione risiede nel fatto che, a volte, chi sa di aver torto nel sinistro fa di tutto per svignarsela, anche approfittando della disattenzione altrui. Per quanto possa sembrare assurdo ed insensato, episodi di questo tipo si verificano con regolare cadenza, soprattutto quando non sono presenti terzi testimoni.
Ad ogni modo, l’esigenza di offrire una concreta garanzia a tutti coloro che rimangono vittima di tali atteggiamenti, è stata tradotta con l’istituzione (nel 1969) del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
L’art. 283 del d.lgs 209/05 disponde che il FGVS assolve allo scopo di provvedere al risarcimento dei danni causati da:

1) veicoli o natanti non identificati, per soli danni alla persona (dal 24 novembre 2007, a seguito del decreto legislativo n.198 del 6 novembre 2007, il risarcimento è dovuto anche per i danni alle cose, con una franchigia di Euro 500,00, in caso di danni gravi alla persona);
2) veicoli o natanti non assicurati, per danni alla persona nonché per danni alle cose con una franchigia, per quest’ultimi, di Euro 500,00 (dal 24 novembre 2007, a seguito del decreto legislativo n.198 del 6 novembre 2007, i danni alle cose verranno risarciti integralmente);
3) veicoli o natanti assicurati con Imprese poste in liquidazione coatta amministrativa, sia per i danni alla persona che per i danni alle cose;
4) veicoli posti in circolazione contro la volontà del proprietario, sia per i danni alla persona che per i danni alle cose.

Il Fondo di garanzia per le vittime della strada, a seguito del decreto legislativo n.198 del 6 novembre 2007, che modifica l’art. 283 D.lgs n. 209/2005, provvede al risarcimento del danno nei seguenti casi:
5) sinistri causati da veicoli spediti nel territorio della Repubblica Italiana da un altro Stato dello Spazio Economico Europeo (Paesi della UE + Islanda, Norvegia e Lichtenstein) avvenuti nel periodo intercorrente dalla data di accettazione della consegna del veicolo e lo scadere del termine di 30 giorni (Art. 283, comma 1, lett. d-bis), sia per i danni alla persona che per i danni alle cose;
6) sinistri causati da veicoli esteri con targa non corrispondente o non più corrispondente allo stesso veicolo (Art. 283, comma 1, lett. d-ter), sia per i danni alla persona che per i danni alle cose.

Si consiglia la lettura dell’articolo “La richiesta danni al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada”.

incidente stradale: la mia controparte è un’autovettura immatricolata all’estero con polizza straniera; verrò comunque risarcito?

Quando si rimane vittima di un sinistro verificatosi nel territorio della Repubblica Italiana con un veicolo immatricolato o registrato all’estero, la richiesta di risarcimento danni dovrà essere inoltrata all’Ufficio Centrale Italiano di Assicurazione (UCI) per i veicoli a motore in circolazione internazionale.
Il Codice delle Assicurazioni private disciplina l’attività dell’UCI agli artt. 125 e 126.
L’UCI è abilitato a provvedere al risarcimento dei danni causati da veicoli esteri che temporaneamente si trovano sul territorio italiano, nella Repubblica di San Marino e nella Città del Vaticano.
Sarà fondamentale, onde evitare complicate e lunghe ricerche nel Paese di immatricolazione del veicolo, fornire all’Uci quanti più dati possibili relativi alla vettura di controparte; non dimenticate mai di indicare la Compagnia di Assicurazione estera ed il relativo numero di polizza!
L’UCI, in base ai dati forniti nella lettera di risarcimento, provvederà ad incaricare della trattazione del sinistro il corrispondente nominato dalla Compagnia di Assicurazione.

N.B.: INCIDENTI ALL’ESTERO CON VEICOLI ITALIANI: Per quanto concerne i danni subiti in uno dei Paesi del sistema Carta Verde a causa di un veicolo immatricolato in uno degli Stati dello spazio economico europeo, l’UCI non potrà fornire alcuna assistenza. In tali casi, ci si può avvalere della particolare procedura prevista dal decreto legislativo 7 settembre 2005, n° 209 (Codice delle Assicurazioni Private) – Capo V – Articoli 151 e seguenti.
Per individuare l’assicuratore estero del veicolo che ha provocato l’incidente e il mandatario per la liquidazione dei sinistri nominato in Italia dall’assicuratore estero, occorre scrivere al Centro di Informazione Italiano c/o l’ISVAP.
Se l’assicuratore estero, o il mandatario per la liquidazione dei sinistri nominato in Italia, entro tre mesi dalla richiesta di risarcimento non hanno fornito una risposta motivata a tale richiesta di risarcimento, il danneggiato può chiedere l’intervento di CONSAP S.p.A. gestione F.G.V.S. quale organismo di indennizzo nazionale.

Il danno non patrimoniale dopo le Sezioni Unite del 2008

In questi ultimi anni, il Risarcimento del danno alla persona è stato oggetto di numerosi intereventi da parte della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione.
Particolarmente importanti, addirittura capaci di porre in essere un’autentica rivoluzione del criterio risarcitorio, sono le cd. Sentenze Gemelle del 2008!
Sostanzialmente, si tratta di quattro sentenze (nn.26972;26973;26974;26975) pronunciate dalla Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, e tutte depositate in data 11 novembre 2008; ciò che le ha distinte da molte altre precedenti sentenze della stessa Corte, è stata la loro capacità di innovare i criteri risarcitori del danno non patrimoniale.

Tali pronunce hanno di fatto determinato la scomparsa di alcune componenti di danno che, per tradizione, facevano parte del danno non patrimoniale; tra tutte si vedano il cd. danno biologico, morale ed esistenziale. Secondo alcuni, le predette componenti continuano comunque ad avere una loro valenza; a detta di chi scrive, non è sempre così!
Le sentenze gemelle hanno senz’altro cercato di dirimere una questione che ormai si protraeva da troppo tempo; ossia l’eliminazione o meno delle tradizionali sottovoci di danno (biologico, morale, esistenziale…). Purtroppo, proprio perchè si è trattata di una eliminazione apparente (più concettuale che pratica), il risultato è stato quello di creare una gran confusione a livello interpretativo (chi deve pagare il danno le considera scomparse, mentre chi deve ottenere il risarcimento ne chiede a pieno titolo un riconoscimento sostanziale).
Ad ogni modo, l’ambizione di chi scrive non è di certo quella di dare un proprio personale giudizio sulla bontà di dette pronunce; al contrario, ciò che si vuole offrire è un breve riassunto del loro contenuto.
Ed invero, occorre subito sottolineare l’introduzione di un’autentica limitazione risarcitoria, costituita dalla inviolabilità della lesione di un diritto costituzionale quale filtro per eliminare il risarcimento di tutti quei danni sprovvisti del requisito della oggettività (cd. Danni Bagatellari).
Per essere più chiari, il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale (al di fuori dei casi in cui esso è previsto espressamente dalla legge) sorge solo nel caso in cui esso sia conseguente alla lesione di diritti costituzionalmente garantiti come INVIOLABILI. E se il nostro danno non patrimoniale fosse conseguente alla lesione di diritti costituzionalemente garantiti, ma non assistiti dalla prerogativa della inviolabilità? Questo è senz’altro uno dei punti su cui la Giurisprudenza dovrà necessariamente fornire risposte più concrete e, se possibile, spunti illuminanti! L’auspicio è che si affermi un ampliamento della categoria “danno non patrimoniale”, comprensivo di ogni ipotesi in cui sia pregiudicato un valore inerente alla persona conseguentemente alla lesione di diritti costituzionalmente garantiti…senza richiamo ai diritti fondamentali ed inviolabili. Se così fosse, si assicurerebbe il diritto al risarcimento per tutti quei pregiudizi, anche gravi, costituiti dalla lesione di diritti garantiti dalla Costituzione, ma non assistiti dalla prerogativa della inviolabilità.
Dovendo per forza tralasciare, in questa sede, i tanti aspetti innovativi che le Sentenze gemelle hanno introdotto in materia di danno bilogico, esistenziale, morale, parentale, perdita da chance, onere della prova del danno biologico (artt. 138 e 139 del Codice delle Assicurazioni private), onere della prova per gli altri pregiudizi non patrimoniali etc…mi limiterò a concludere dicendo che il criterio risarcitorio previsto dal Codice delle Assicurazioni private è stato elevato a criterio generale risarcitorio del danno non patrimoniale, e che il danno biologico (formalmente scomparso, ma sostanzialmente refluito all’interno dell’unica voce “danno non patrimoniale”) assorbe in sè anche il pregiudizio esistenziale oltre al danno morale. Proprio perchè il danno non patrimoniale costituisce ora “un danno conseguenza” e non “un danno evento”, le Sezioni Unite del 2008 hanno altresì affermato la necessità di provare tale fattispecie dannosa, estesa anche al pregiudizio morale, oltre che esistenziale. Vien da sè che, nei danni di lieve entità (ad es. nei cd. colpi di frusta), risulterà senz’altro difficile (a volte impossibile) provare il danno morale, esistenziale, perdita da chance etc…Per tutti coloro che se lo fossero chiesto, è questo il principale motivo che ha determinato un recente abbassamento degli importi risarcitori nel “cd. colpo di frusta”!
Per un dovere informativo, comunque, si anticipa che dopo il 2008 la Corte di Cassazione è tornata più volte sul punto, determinando nuovi ed importanti sviluppi. Tuttavia, gli operatori del settore restano ancora in attesa di una pronucia che sia capece di chiarire definitivamente l’annosa questione, e che offra un criterio risarcitorio equo e suscettivo di generale applicazione.

Come procede lo Studio Legale Mulas in caso di incidente stradale tra veicoli assicurati


Quando si resta coinvolti in un incidente stradale accade di frequente che non si sappia cosa fare per ottenere il risarcimento dei danni subiti. I più esperti sanno già a chi rivolgersi, altri, invece, sono costretti a seguire i non sempre validi consigli di amici o parenti (a volte anche quelli di sconosciuti).
Tuttavia, la nostra ambizione è proprio quella di fornire delle informazioni necessarie per evitare di cadere vittime di un sistema speculativo che, in certe realtà, è molto ben organizzato; insomma, il consiglio è quello di tenere gli occhi ben aperti!

Tutto ciò premesso, è importante sapere che ogni singolo sinistro stradale merita di essere valutato scrupolosamente, al fine di stabilire quale sia la migliore procedura da seguire per ottenere, in tempi ragionevolmente brevi, il ristoro di tutti i danni patiti.

Lo Studio Legale Mulas ha, fin dalla sua fondazione, concentrato i propri sforzi nell’interpretare al meglio le varie esigenze che possono sorgere in capo a tutti coloro che divengono vittime di un illecito civile.
Ed invero, dopo una prima e necessaria disamina del caso, lo Studio provvede a rilasciare un parere orale o scritto, nell’ambito del quale viene offerta una scrupolosa esposizione valutativa, unitamente alla descrizione dell’iter procedurale da seguire per ottenere il giusto ristoro.
In tempi brevissimi (uno, o al massimo due giorni) si provvede a redigere una dettagliata richiesta di risarcimento dei danni materiali e/o fisici subiti. Essere celeri nella redazione e trasmissione della richiesta danni alla Compagnia di Assicurazione competente è fondamentale per accorciare i tempi di liquidazione del danno materiale, che generalmente è il primo ad essere pagato.
Sottoporsi alle visite medico specialistiche (solo nell’ipotesi in cui si abbia subito un reale danno di natura psicofisica!), nonché ai cicli di fisioterapie prescritti dal medico curante, è necessario al fine di provare l’esistenza e l’entità delle lesioni subite. Per tale ragione, una volta conclusosi il cd. periodo di malattia, è abitudine dello Studio consigliare al cliente di sottoporsi ad una cd. visita medico legale di parte, nell’ambito della quale un medico specializzato a valutare i postumi invalidanti da traumi di diversa natura (sulla base dei parametri legislativamente imposti) offrirà un’analisi peritale dell’effettivo danno subito.
Dopo essersi sottoposti a detta visita, la Compagnie di Assicurazione competente a liquidare il danno invita il “danneggiato” a sottoporsi ad un’altra visita medico legale, questa volta di controparte. In tale sede, un medico fiduciario dell’Assicurazione provvederà a fornire (in tempi ristretti) un’ulteriore valutazione medico legale dello stesso danno.
Da qui cominciano le trattative per definire bonariamente la vertenza, prestando attenzione a salvaguardare appieno la posizione del cliente.
L’importo che verrà liquidato dovrà necessariamente comprendere tutte le diverse voci di danno subite a seguito del sinistro
Tuttavia, qualora dovesse emergere un’incolmabile discrepanza tra quanto ragionevolmente richiesto a titolo risarcitorio e quanto, invece, offerto dalla Compagnia di Assicurazione, non va sottovalutata l’ipotesi di esercitare, d’accordo col cliente, l’opportuna Azione legale. Insomma, un professionista che conosce bene la propria materia non deve avere il timore di rappresentare al proprio assistito la possibilità di far valere le proprie richieste avanti l’Autorità Giudiziaria competente.

A volte, accade anche che non si riesca ad ottenere il risarcimento dei danni perché le autorità di P.S. che hanno rilevato l’incidente hanno contestato una o più violazioni al Codice della Strada. Tali provvedimenti dovranno necessariamente essere oggetto di un’attenta disamina al fine di valutare l’opportunità di una loro impugnazione. Lo Studio Legale Mulas assiste i propri clienti anche nella redazione degli eventuali ricorsi avverso sanzioni amministrative, garantendo la partecipazione alle udienze avanti l’Autorità giudiziaria adita.

Ho avuto un incidente stradale, che devo fare?

La prima cosa che dovrebbe fare chi rimane coinvolto in un sinistro è assicurarsi di provare in modo certo la dinamica. Come fare?
Sostanzialmente esiste una duplice soluzione:

1. Qualora non vi siano feriti gravi e la controparte si dimostri collaborativa è possibile compilare il cd. Modulo di Constatazione Amichevole (CAI), avendo cura di prestare la massima attenzione nella sua compilazione. È importante sapere che tale modello, una volta sottoscritto, costituisce prova della dinamica dell’incidente, presumendosi concordata tra le parti. Ritrattare quanto dichiarato nella “constatazione amichevole” non è mai del tutto semplice; occorrerebbero prove contrarie ed attendibili capaci di sostenere una diversa dinamica dei fatti (dichiarazioni testimoniali, fotografie della scena del sinistro e dei danni riportati dai mezzi che si dimostrino incompatibili con quanto descritto nella Cai…). Insomma, è sempre meglio perdere qualche minuto in più a rileggere quanto dichiarato (mettendosi così al riparo da brutte sorprese) piuttosto di veder leso il proprio diritto ad ottenere il risarcimento dei danni subiti.

2. Se, invece, la dinamica dovesse apparire dubbia è buona cosa interpellare le Autorità competenti (Carabinieri, Polstrada, Polizia Locale…), possibilmente senza spostare i mezzi.

Una volta accertata la dinamica è opportuno pensare a sé stessi e alla propria salute fisica. Questo consiglio è rivolto soprattutto a coloro che, lievemente feriti, non si affidano subito ad un medico per le opportune cure del caso, rischiando poi, col passare del tempo, di aggravare patologie che potevano essere trattate medicalmente sin da subito.  Quindi, quando si avvertono dei dolori di qualsiasi natura, per ed in conseguenza di un sinistro stradale, è importante recarsi subito al Pronto Soccorso, dove il personale medico potrà valutare l’entità delle lesioni subite.

A questo punto non resta che affidarsi ad un Professionista serio e competente, che sappia offrire delle solide garanzie in termini di conoscenze della materia risarcitoria.

N.B.: Per chi volesse approfondire l’argomento si suggerisce, sempre all’interno di questa categoria (infortunistica stradale), la lettura dell’articolo dal titolo “Come procede lo Studio Legale Mulas in caso di sinistro stradale tra veicoli”.