Archivio mensile:Maggio 2013

“COLPO DI FRUSTA”: VIENE ANCORA RISARCITO?

Molta gente si chiede se le Compagnie di Assicurazione siano ancora tenute a pagare il danno non patrimoniale derivante dalla distorsione al rachide cervicale (colpo di frusta). A dire il vero, questa domanda se la sono posta un po’ tutti gli operatori del settore all’indomani della L. 27/2012; a distanza di un anno, e non prima di aver analizzato con attenzione l’applicazione teorica e pratica della norma, si possono finalmente esprimere alcune brevi considerazioni.

L’art. 32 comma 3 ter della L. 27/2012 recita testualmente: le lesioni di lieve entita’, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente”.

Sempre l’art. 32 della L. 27/2012, ma questa volta il comma 3 quater recita: Il danno alla persona per lesioni di lieve entita’ di cui all’articolo 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e’ risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione.

Dallo studio di queste due disposizioni non v’è chi non veda che nel comma 3 quater è stabilito che l’esistenza della lesione deve essere accertata visivamente o strumentalmente: si utilizza dunque la disgiunzione o” ad evidenziare l’alternatività del metodo strumentale.

Perciò, nell’apparente contraddizione fra i due commi (il comma 3 ter parrebbe richiedere l’accertamento strumentale del danno), deve ritenersi prevalente la norma dell’art. 32 c. 3 quater, che definisce l’accertamento del danno biologico complessivamente considerato e che prevede appunto che tale voce di danno venga accertata in via strumentale ovvero, in via alternativa ma parimenti valida, “visivamente”, con ciò intendendosi l’accertamento effettuato in sede di visita medico legale ( sent. N. 1443/12 GdP Padova).

Se non fosse così, risulterebbero senz’altro violati gli artt. 3, 32 e 24 della Costituzione.