danno provocato da autocarro in sosta: l’Assicurazione deve pagare!

Un uomo muore in seguito alle lesioni riportate per un sinistro stradale, in quanto colpito dalla rampa del rimorchio di un autocarro parcheggiato sulla pubblica via.
I familiari della vittima, pertanto, convenivano in giudizio il proprietario dell’autocarro e la Compagnia di assicurazioni del veicolo, per ottenere il risarcimento dei danni patiti in conseguenza della morte del loro congiunto.

Nonostante in primo grado il Tribunale avesse accolto l’istanza risarcitoria, nel giudizio di secondo grado la Corte d’Appello rigettava la domanda dei familiari della vittima poiché il sinistro, stando al parere dei giudici, non rientrava tra gli eventi coperti da assicurazione obbligatoria per la circolazione del veicolo.

Tuttavia, la Suprema Corte di Cassazione, chiamate a decidere nel giudizio di legittimità, ha elaborato il principio di diritto secondo il quale la nozione di circolazione stradale, ex art. 2054 c.c., contempla anche le ipotesi in cui il veicolo sia in posizione di arresto, sia in relazione all’ingombro operato dalla vettura sugli spazi adibiti alla circolazione, sia con riferimento alle operazioni propedeutiche alla partenza o collegate alla fermata, oppure ancora a tutte le attività che il veicolo è destinato a compiere e per le quali può circolare. Quindi, la Corte Suprema ha chiarito che nel caso di veicolo non sottoposto al controllo del conducente, in quanto in sosta presso la pubblica via, il proprietario della vettura non può sottrarsi ai danni derivanti dalla circolazione, comprendente tanto il movimento quanto il fermo del mezzo, e connessi a vizi di costruzione o difetto di manutenzione.

Per tale ragione, la Cassazione ha condannato la compagnia assicuratrice al risarcimento dei danni.

Corte di Cassazione,  sentenza n. 3257/2016, depositata il 19 febbraio.

 

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